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Assegno di Mantenimento: mantenimento del coniuge e dei figli durante la separazione

Di Redazione di Recording Law10 min di lettura
Assegno di Mantenimento: mantenimento del coniuge e dei figli durante la separazione

Domande frequenti

L'assegno di mantenimento è per il coniuge o per i figli?

L'espressione viene usata per due obblighi diversi. L'assegno di mantenimento al coniuge (art. 156 c.c.) viene corrisposto al coniuge economicamente non autosufficiente e non responsabile durante una separazione. L'assegno di mantenimento per i figli (art. 337-ter c.c.) viene corrisposto per i figli della coppia ed è un obbligo del tutto separato, con propri fattori.

Possono essere dovuti contemporaneamente sia l'assegno al coniuge sia quello per i figli?

Sì. Quando una coppia separata ha figli e un coniuge è privo di redditi adeguati, il giudice può disporre contemporaneamente sia il mantenimento al coniuge ai sensi dell'art. 156 c.c. sia il mantenimento per i figli ai sensi dell'art. 337-ter c.c., valutati secondo i rispettivi criteri distinti.

Che cosa succede all'assegno al coniuge dopo il divorzio?

L'assegno al coniuge previsto dall'art. 156 c.c. si applica solo durante la separazione e cessa quando il divorzio diventa definitivo. Se un mantenimento prosegue oltre quel momento dipende da una nuova domanda di assegno divorzile ai sensi dell'art. 5 della L. 898/1970, che utilizza un criterio giuridico del tutto diverso; consulta la nostra pagina sull'assegno divorzile.

Che cosa succede all'assegno per i figli dopo il divorzio?

L'assegno di mantenimento per i figli ai sensi dell'art. 337-ter c.c. non è legato allo stato civile dei genitori e continua dopo il divorzio senza interruzioni, salvo rivalutazione se le condizioni di un genitore o le esigenze del figlio mutano in modo rilevante.

Che cosa rientra nel valore del lavoro di cura non retribuito ai sensi dell'art. 337-ter?

La norma impone espressamente al giudice di valutare il valore economico dei compiti domestici e di cura effettivamente svolti da ciascun genitore, insieme alle esigenze del figlio, al tenore di vita precedente, al tempo trascorso con ciascun genitore e alle risorse economiche di ciascuno. Il genitore che svolge la maggior parte della cura quotidiana non deve vedere questo lavoro ignorato solo perché non retribuito.

Il giudice può verificare se un genitore sta dichiarando un reddito inferiore al reale?

Sì. L'art. 337-ter c.c. consente al giudice di disporre un'indagine della polizia tributaria sui redditi e sul patrimonio di un genitore, compresi i beni intestati ad altri, quando le informazioni finanziarie fornite dai genitori non sono sufficientemente documentate.

Esiste una formula per stabilire l'importo di ciascun assegno?

No. Né l'assegno al coniuge ai sensi dell'art. 156 c.c. né l'assegno per i figli ai sensi dell'art. 337-ter c.c. vengono calcolati con una tabella o una formula fissa. Entrambi vengono stabiliti dal giudice in base ai fattori di legge e alla situazione economica reale e documentata della famiglia.

Fonti e riferimenti

  1. Codice civile, art. 156 (Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi)(normattiva.it).gov
  2. Codice civile, art. 337-ter (Provvedimenti riguardo ai figli)(normattiva.it).gov
  3. Codice civile, art. 151 (Separazione giudiziale, addebito)(normattiva.it).gov
  4. Legge 1 dicembre 1970, n. 898, art. 5 (Assegno post-matrimoniale)(normattiva.it).gov
  5. Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 149 (Riforma Cartabia del processo civile)(normattiva.it).gov
  6. Legge 8 febbraio 2006, n. 54 (origine dell'affidamento condiviso, ora recepita negli artt. 337-bis e seguenti c.c.)(normattiva.it).gov
  7. ISTAT, Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie(istat.it).gov
  8. Ministero della Giustizia, la separazione personale dei coniugi(giustizia.it).gov
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