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Decreto ingiuntivo: come funziona il recupero crediti in Italia

Di Redazione di Recording Law12 min di lettura
Decreto ingiuntivo: come funziona il recupero crediti in Italia

Domande frequenti

Che cos'è un decreto ingiuntivo?

È un'ordinanza del giudice che impone il pagamento di una somma determinata, emessa sulla sola richiesta del creditore, sulla base di una prova scritta del debito come una fattura, un riconoscimento firmato o un assegno non pagato. Il debitore non viene sentito prima dell'emissione; risponde solo dopo, una volta che il decreto gli viene notificato (art. 633 c.p.c.).

Quanto tempo ho per pagare o oppormi a un decreto ingiuntivo?

Il termine standard è di 40 giorni dalla notifica del decreto. Il giudice può ridurlo a 10 giorni per giusti motivi o prorogarlo a 60. Se risiedi in un altro Paese dell'UE il termine è di 50 giorni, riducibile a 20; se risiedi fuori dall'UE è di 60 giorni, con un minimo complessivo di 30 e un massimo di 120 (art. 641 c.p.c.).

Cosa succede se ignoro un decreto ingiuntivo?

Una volta scaduto il termine senza opposizione, il creditore può chiedere al giudice di dichiarare esecutivo il decreto. Da quel momento il debito è considerato definitivamente accertato, l'opposizione in genere non può più essere proposta, e il creditore può procedere all'esecuzione, iniziando con un precetto (art. 647 e art. 480 c.p.c.).

Posso ancora oppormi a un decreto ingiuntivo dopo la scadenza del termine?

Solo in un caso limitato. Se puoi dimostrare di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto per un vizio nella notificazione, oppure per un caso fortuito o di forza maggiore, puoi proporre un'opposizione tardiva, ma mai oltre 10 giorni dal primo atto di esecuzione compiuto contro di te (art. 650 c.p.c.).

Proporre un'opposizione blocca il creditore dalla riscossione?

Non automaticamente. L'opposizione apre un giudizio ordinario, ma il giudice può comunque concedere al decreto l'esecuzione provvisoria mentre quel giudizio è pendente, e deve concederla per la parte del debito che non contesti realmente (art. 645 e art. 648 c.p.c.).

Quale prova serve al creditore per ottenere un decreto ingiuntivo?

Una prova scritta di una somma di denaro liquida ed esigibile, come una fattura, una ricognizione di debito firmata, una corrispondenza che ammette il debito, o un assegno non pagato, oppure una pretesa per compensi professionali coperti da una tariffa approvata. Il tribunale può concedere il decreto anche quando la pretesa dipende da una controprestazione o da una condizione, purché il creditore offra elementi che rendano quella prestazione o quella condizione plausibile (art. 633 c.p.c.).

Cosa succede dopo che un decreto ingiuntivo diventa definitivo?

Il creditore deve notificare un atto di precetto, concedendo almeno altri 10 giorni di preavviso prima dell'esecuzione e avvertendo il debitore delle procedure di composizione della crisi disponibili per i consumatori sovraindebitati. Se il pagamento continua a non arrivare, il creditore può procedere al pignoramento dei beni, dei saldi bancari o dello stipendio del debitore (art. 480 c.p.c.).

Fonti e riferimenti

  1. art. 633 c.p.c., Condizioni di ammissibilità (decreto ingiuntivo)(normattiva.it).gov
  2. art. 641 c.p.c., Accoglimento della domanda (termine di 40 giorni per pagare od opporsi)(normattiva.it).gov
  3. art. 643 c.p.c., Notificazione del decreto(normattiva.it).gov
  4. art. 644 c.p.c., Mancata notificazione del decreto(normattiva.it).gov
  5. art. 645 c.p.c., Opposizione(normattiva.it).gov
  6. art. 647 c.p.c., Esecutorietà per mancata opposizione o per mancata attività dell'opponente(normattiva.it).gov
  7. art. 648 c.p.c., Esecuzione provvisoria(normattiva.it).gov
  8. art. 650 c.p.c., Opposizione tardiva(normattiva.it).gov
  9. art. 480 c.p.c., Forma del precetto(normattiva.it).gov
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