Garanzia legale di conformità in Italia: durata, copertura e rimedi

La garanzia legale di conformità, la garanzia legale italiana sui beni di consumo, è la protezione gratuita di due anni che ogni venditore deve per legge, distinta dalla garanzia commerciale facoltativa che un produttore spesso cerca di vendere in cassa e con cui viene frequentemente confusa. Questa pagina spiega cosa copre realmente, quanto dura, e cosa si può pretendere quando qualcosa che si è acquistato si rompe.
Informazioni verificate il 21 luglio 2026. Questa pagina fornisce informazioni legali di carattere generale e non costituisce consulenza legale per una situazione individuale.
Garanzia legale e garanzia convenzionale: due cose diverse
Il Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) prevede una garanzia legale di conformità obbligatoria, che opera automaticamente su ogni vendita rientrante nel suo ambito, senza costi aggiuntivi, a carico del venditore che ha effettuato la vendita (art. 128, Codice del consumo). Non è qualcosa che si acquista, e non è qualcosa da cui un commesso può dissuadere.
Una garanzia convenzionale, detta anche garanzia commerciale, è diversa. È un impegno ulteriore e facoltativo che un produttore o un venditore offre in aggiunta alla garanzia legale, di solito proposto come garanzia estesa, e in genere a pagamento. Ai sensi dell'art. 135-quinquies, Codice del consumo, una garanzia convenzionale può offrire condizioni migliori rispetto alla garanzia legale, ma le sue condizioni non possono mai togliere o ridurre quanto la garanzia legale già assicura. Se un negozio afferma che acquistare la sua garanzia estesa è l'unico modo per avere copertura oltre pochi mesi, quell'affermazione è sbagliata: la garanzia legale di 2 anni si applica comunque, in aggiunta a qualsiasi altra cosa si acquisti.
Chi e cosa copre
La garanzia legale si applica a un contratto di vendita in cui il venditore agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, quindi un'impresa e non un privato, e allo stesso modo ai contratti di permuta, somministrazione e appalto finalizzati alla fornitura di beni da produrre (art. 128, Codice del consumo). Copre i beni mobili materiali, l'acqua, il gas e l'elettricità quando venduti in un volume o una quantità determinati, i beni con elementi digitali come un elettrodomestico smart, e gli animali vivi.
Non copre una vendita tra privati in cui non è coinvolto alcun venditore professionale. Quel tipo di vendita rientra invece nelle regole ordinarie del Codice civile in materia di vizi della cosa venduta, che seguono tempistiche diverse ed esulano dall'ambito di questa pagina.
Quanto dura la garanzia legale
Per ogni contratto concluso dal 1° gennaio 2022 in poi, il venditore risponde di qualsiasi difetto esistente al momento della consegna che si manifesti entro 2 anni da quella data (art. 133, comma 1, Codice del consumo). Per i beni usati, venditore e acquirente possono concordare nel contratto di ridurre questo termine, ma mai al di sotto di 1 anno (art. 133, comma 4).
Separatamente, l'azione per far valere concretamente un diritto in giudizio si prescrive in 26 mesi dalla consegna, un termine leggermente più lungo dei 2 anni di responsabilità in sé, pensato apposta per dare a chi scopre un difetto verso la fine del secondo anno tempo sufficiente per agire (art. 133, comma 3, Codice del consumo).
Chi deve provare cosa: la presunzione di un anno
Questa è la parte che decide la maggior parte delle controversie reali. Ai sensi dell'art. 135, Codice del consumo, se un difetto emerge entro 1 anno dalla consegna, la legge presume che esistesse già al momento della consegna del bene, salvo che tale presunzione sia incompatibile con la natura del bene o con la natura stessa del difetto, ad esempio la normale usura di un componente destinato a consumarsi. In pratica questo significa che è il venditore a dover smentire l'origine del difetto, non l'acquirente.
Trascorso quel primo anno, la presunzione viene meno e l'onere si sposta sull'acquirente, che a quel punto deve dimostrare che il difetto era già presente al momento della consegna, in genere con una perizia tecnica indipendente, per poter far valere il diritto nei mesi restanti della finestra di 2 anni.
Prima della riforma, questo periodo di presunzione era di soli 6 mesi, secondo la versione precedente dell'art. 132, Codice del consumo. Il testo di quell'articolo precedente è rimasto in vigore fino al 9 dicembre 2021, quando il D.Lgs. 170/2021 ha sostituito le nuove disposizioni. La riforma si applica però in base alla data di conclusione del contratto, non a quella data di sostituzione: copre solo i contratti conclusi dal 1° gennaio 2022 in poi, quindi un contratto concluso prima di quella data, incluso uno concluso tra il 9 dicembre 2021 e il 1° gennaio 2022, resta soggetto alla vecchia presunzione di 6 mesi. Per i contratti coperti dalla riforma, questa ha raddoppiato la finestra di presunzione portandola a un anno intero, uno dei cambiamenti più favorevoli al consumatore introdotti.
Cosa si può effettivamente chiedere
I rimedi non sono un elenco tra cui scegliere liberamente; seguono un ordine fisso ai sensi degli artt. 135-bis, 135-ter e 135-quater, Codice del consumo.
| Passo | Rimedio | Quando si applica |
|---|---|---|
| 1 | Riparazione o sostituzione gratuita, a scelta dell'acquirente | Disponibile per prima, salvo che l'opzione scelta sia impossibile o comporti per il venditore un costo sproporzionatamente maggiore rispetto all'alternativa |
| 2 | Riduzione del prezzo | Disponibile quando il venditore non ripara o non sostituisce entro un tempo ragionevole, rifiuta di farlo, un precedente tentativo di riparazione è fallito, oppure il difetto è di per sé sufficientemente grave |
| 2 | Risoluzione del contratto | Stessi presupposti della riduzione del prezzo, salvo che il difetto non può essere di lieve entità; l'onere di provare che un difetto è di lieve entità spetta al venditore |
La riparazione e la sostituzione devono avvenire senza spese per l'acquirente, comprese spedizione, trasporto, manodopera e materiali, e senza notevoli inconvenienti tenuto conto della natura del bene (art. 135-ter, Codice del consumo). Se il venditore finisce per sostituire il bene, il venditore sostiene anche il costo di rimozione di quello difettoso e di installazione del bene sostitutivo, quando il bene originario richiedeva l'installazione.
Un esempio pratico
Supponiamo che un consumatore acquisti un computer portatile a 899 euro nel marzo 2026 da un rivenditore di elettronica a Milano. Lo schermo presenta un guasto all'ottavo mese, ben dentro il primo anno, quindi la presunzione di 1 anno si applica automaticamente: il rivenditore deve provare che il guasto è dovuto a un uso improprio se vuole rifiutare la richiesta, invece che essere l'acquirente a dover provare il contrario.
L'acquirente chiede la riparazione. Se il rivenditore non riesce a ripararlo entro un tempo ragionevole, o un tentativo di riparazione fallisce e il guasto si ripresenta, l'acquirente può allora chiedere un computer sostitutivo oppure, se il modello è stato ritirato dal mercato, passare direttamente alla riduzione del prezzo o alla risoluzione della vendita per il rimborso degli 899 euro, sempre entro la finestra di 2 anni che decorre dalla consegna originaria di marzo 2026.
Ora confrontiamo un difetto che compare al diciottesimo mese, dopo che il primo anno è trascorso. La presunzione non si applica più automaticamente, quindi l'acquirente avrebbe bisogno di qualcosa in più di una semplice affermazione, in genere una perizia tecnica indipendente, che dimostri che il difetto era un vizio di fabbricazione presente alla consegna e non qualcosa sviluppatosi in seguito con l'uso normale. La finestra di responsabilità di 2 anni e il separato termine di prescrizione di 26 mesi restano comunque applicabili.
Beni acquistati prima del 1° gennaio 2022: le vecchie regole possono ancora applicarsi
La riforma introdotta dal D.Lgs. 170/2021, di attuazione della Direttiva (UE) 2019/771, è entrata in vigore il 1° gennaio 2022 e si applica ai contratti conclusi da quella data in poi, non retroattivamente agli acquisti precedenti. Per un bene acquistato con un contratto concluso prima del 1° gennaio 2022, in genere continua ad applicarsi la versione precedente dell'art. 132, Codice del consumo: una finestra di presunzione più breve di 6 mesi anziché 1 anno, e un requisito separato secondo cui l'acquirente deve notificare formalmente al venditore il difetto, la denuncia del difetto, entro 2 mesi dalla sua scoperta, pena la perdita del diritto di far valere la garanzia. Il termine di responsabilità di 2 anni e la prescrizione di 26 mesi non sono stati sostanzialmente modificati dalla riforma.
Per chi conserva ancora uno scontrino di un acquisto effettuato nel 2021 o prima, vale la pena verificare quale regime si applica prima di dare per scontato che valgano le regole attuali, più favorevoli al consumatore.
Per la domanda correlata su cosa succede quando il problema è un'agenzia di recupero crediti e non un prodotto difettoso, vedi la nostra pagina sul recupero crediti in Italia. Per il quadro più ampio del diritto italiano trattato da questo sito, vedi il nostro hub Italia.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra garanzia legale e garanzia convenzionale?
La garanzia legale di conformità è la protezione obbligatoria che ogni venditore deve a ogni consumatore per legge, senza costi aggiuntivi, per 2 anni dalla consegna. La garanzia convenzionale, a volte chiamata garanzia commerciale, è un impegno ulteriore facoltativo che un produttore o un venditore sceglie di offrire in aggiunta, spesso proposto come garanzia estesa o a vita. Una garanzia convenzionale può aggiungere benefici, ma per legge non può mai ridurre o sostituire quanto la garanzia legale già assicura (art. 135-quinquies, Codice del consumo).
Quanto dura la garanzia legale su qualcosa che acquisto in Italia?
Per i beni acquistati con un contratto concluso dal 1° gennaio 2022 in poi, la garanzia legale dura 2 anni dalla data di consegna. Per i beni usati, venditore e acquirente possono concordare per iscritto di ridurla fino a un minimo di 1 anno, ma non possono concordare un termine inferiore (art. 133, Codice del consumo).
Devo dimostrare che il difetto era già presente quando ho acquistato il prodotto?
Solo a volte. Se il difetto si manifesta entro 1 anno dalla consegna, la legge presume che esistesse già al momento della vendita, e il venditore deve provare il contrario se vuole rifiutare la richiesta. Se il difetto compare solo dopo che il primo anno è trascorso, l'onere si inverte e l'acquirente deve dimostrare che il difetto era già presente alla consegna, in genere con una valutazione tecnica indipendente (art. 135, Codice del consumo).
Posso ottenere subito un rimborso se qualcosa che ho acquistato si rompe?
In genere no. La legge dà all'acquirente il diritto di scegliere prima tra riparazione o sostituzione gratuita, e il venditore può rifiutare quella tra le due opzioni che comporta un costo sproporzionatamente maggiore. Una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto per il rimborso diventano disponibili solo se il venditore non ripara o non sostituisce entro un tempo ragionevole, rifiuta di farlo, un tentativo di riparazione è già fallito, oppure il difetto è abbastanza grave da giustificare il passaggio diretto a questo rimedio (artt. 135-bis e 135-quater, Codice del consumo).
Che fine ha fatto il termine di 2 mesi per denunciare un difetto?
È stato abolito per i contratti conclusi dal 1° gennaio 2022 in poi. Prima della riforma, un acquirente che scopriva un difetto doveva notificarlo formalmente al venditore (la denuncia del difetto) entro 2 mesi, pena la perdita del diritto di far valere la garanzia, secondo la versione precedente dell'art. 132, Codice del consumo. La riforma introdotta dal D.Lgs. 170/2021 ha eliminato questo termine di notifica separato. Per i beni acquistati con un contratto più vecchio, concluso prima del 1° gennaio 2022, le regole precedenti, inclusi la denuncia entro 2 mesi e la più breve presunzione di 6 mesi, possono ancora applicarsi.
La garanzia legale copre i beni usati acquistati in un negozio?
Sì, purché il venditore sia un professionista, cioè agisca nell'esercizio di un'attività imprenditoriale e non come privato. Il termine di default resta di 2 anni, a meno che venditore e acquirente concordino espressamente nel contratto un periodo più breve, che non può comunque scendere sotto 1 anno (art. 133, comma 4, Codice del consumo).
Chi paga le spese di spedizione, rimozione o manodopera durante una riparazione?
Le paga il venditore. La garanzia legale si applica senza spese, cioè senza i costi di spedizione, trasporto, manodopera e materiali necessari a ripristinare la conformità del bene, e il venditore deve anche coprire la rimozione di un bene installato difettoso e l'installazione della sua riparazione o sostituzione, quando necessario (art. 128 e art. 135-ter, Codice del consumo).
La garanzia legale si applica se ho acquistato qualcosa di seconda mano da un altro privato?
No. Il Codice del consumo, e la garanzia legale che esso prevede, si applica solo quando il venditore agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, cioè come impresa, non come privato (art. 128, Codice del consumo). Una vendita tra due privati è disciplinata invece dalle regole ordinarie del Codice civile in materia di vizi della cosa venduta, che funzionano diversamente e prevedono termini più brevi.
Fonti e riferimenti
- art. 128, Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, come riformato dal D.Lgs. 170/2021), Ambito di applicazione e definizioni(normattiva.it).gov
- art. 133, Codice del consumo, Responsabilità del venditore: termine di due anni dalla consegna e prescrizione dell'azione in ventisei mesi(normattiva.it).gov
- art. 135, Codice del consumo, Onere della prova: presunzione di preesistenza del difetto entro un anno dalla consegna(normattiva.it).gov
- art. 135-bis, Codice del consumo, Rimedi: gerarchia tra ripristino della conformità, riduzione del prezzo e risoluzione(normattiva.it).gov
- art. 135-ter, Codice del consumo, Riparazione o sostituzione: senza spese e senza notevoli inconvenienti per il consumatore(normattiva.it).gov
- art. 135-quater, Codice del consumo, Riduzione del prezzo e risoluzione del contratto di vendita(normattiva.it).gov
- art. 135-quinquies, Codice del consumo, Garanzie convenzionali: non possono ridurre la tutela della garanzia legale(normattiva.it).gov
- art. 132 (previgente, in vigore fino al 9 dicembre 2021), Codice del consumo, il regime ante riforma: denuncia del difetto entro due mesi e presunzione di sei mesi(normattiva.it).gov
- D.Lgs. 4 novembre 2021, n. 170, recepimento della direttiva (UE) 2019/771 relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, in vigore dal 1 gennaio 2022(normattiva.it).gov
- MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Garanzia legale, scheda informativa(mimit.gov.it).gov
- MIMIT, Garanzia commerciale (o convenzionale), scheda informativa(mimit.gov.it).gov