Diritto di recesso: restituire un acquisto online in Italia entro 14 giorni

Acquistare qualcosa online da un venditore italiano include un periodo di ripensamento incorporato: il diritto di recesso permette al consumatore di annullare la maggior parte degli acquisti a distanza entro 14 giorni dalla consegna, per qualsiasi motivo. Questa pagina spiega come funziona questo termine, come si esercita in pratica, e quali beni ne restano esclusi.
Informazioni verificate il 21 luglio 2026. Questa pagina fornisce informazioni legali di carattere generale e non costituisce consulenza legale per una situazione individuale.
Il termine di 14 giorni, e quando diventa 30
Un contratto a distanza è qualsiasi contratto concluso tra un venditore professionale e un consumatore nell'ambito di un sistema organizzato di vendita a distanza, senza la presenza fisica simultanea delle due parti, utilizzando esclusivamente mezzi di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto stesso (art. 45, Codice del consumo). Un normale acquisto online rientra direttamente in questa definizione.
Per questo tipo di acquisto, l'art. 52, Codice del consumo, dà al consumatore 14 giorni per recedere, a decorrere dal giorno in cui l'acquirente, o una persona da lui designata, entra materialmente in possesso dei beni. Non è richiesta alcuna giustificazione, e non si applica alcuna penale. Quando un ordine comprende più beni consegnati separatamente, i 14 giorni decorrono dalla consegna dell'ultimo.
Il termine si estende a 30 giorni in un insieme più ristretto di casi: un contratto firmato durante una visita non richiesta del venditore presso il domicilio del consumatore, oppure durante un'escursione organizzata con lo scopo o l'effetto di promuovere o vendere prodotti ai consumatori. Entrambi i contesti comportano un rischio di pressione riconosciuto come più elevato, motivo per cui la legge concede all'acquirente più tempo per riconsiderare la decisione.
Se il venditore non ti ha informato di questo diritto
Il venditore deve informare il consumatore del diritto di recesso prima della conclusione del contratto. Se questa informativa non avviene mai, il termine di recesso non resta semplicemente fissato a 14 giorni: si estende fino a 12 mesi oltre la scadenza originaria (art. 53, Codice del consumo).
Se il venditore arriva a dare l'informativa corretta in un momento qualsiasi durante quei 12 mesi, il termine riparte: il periodo di recesso termina allora 14 giorni, o 30 nei casi di visita non richiesta ed escursione organizzata, dopo il giorno in cui il consumatore riceve effettivamente quell'informativa. In pratica, questo significa che un venditore non può semplicemente omettere l'informativa e presumere che il diritto dell'acquirente sia scaduto silenziosamente dopo 2 settimane.
Come si esercita in pratica
Recedere è questione di comunicarlo al venditore, in modo chiaro, prima della scadenza. L'art. 54, Codice del consumo, indica tre modalità equivalenti: usare il modulo tipo di recesso previsto dal codice, usare un modulo elettronico equivalente che il venditore può mettere a disposizione sul proprio sito, oppure inviare qualsiasi altra dichiarazione scritta inequivocabile della decisione di recedere. Quando il venditore mette a disposizione un modulo online, deve confermare al consumatore la ricezione del recesso su un supporto durevole, come un'email, senza ritardo.
Il semplice rifiuto di una consegna, il silenzio, o il mancato ritiro di un pacco non soddisfano, da soli, questo requisito. L'onere di provare che il recesso è stato comunicato correttamente ricade sul consumatore, quindi conviene conservare copia del modulo o del messaggio inviato, e di quando è stato inviato.
Riavere i propri soldi, e rispedire i beni
Una volta informato del recesso, il venditore, ai sensi dell'art. 56, Codice del consumo, deve rimborsare integralmente tutto quanto il consumatore ha pagato, comprese le spese di consegna standard, entro 14 giorni. Il rimborso deve normalmente avvenire con lo stesso mezzo di pagamento originariamente usato dal consumatore. Il venditore può trattenere il rimborso finché non riceve fisicamente indietro i beni, oppure finché il consumatore non dimostra che sono stati spediti, a seconda di quale condizione si verifichi prima, quindi un rimborso rapido dipende in pratica anche dal rispedire l'articolo tempestivamente.
Sul lato del consumatore, l'art. 57, Codice del consumo, richiede che i beni siano rispediti, o consegnati a una persona autorizzata dal venditore a riceverli, entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. Il consumatore paga in genere solo il costo diretto di quella spedizione di reso, a meno che il venditore non abbia accettato in anticipo di coprirlo o non abbia comunicato che il costo sarebbe stato a carico del consumatore. Al consumatore può essere addebitata una diminuzione del valore dei beni, ma solo per una manipolazione che va oltre quanto ragionevolmente necessario per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, lo stesso tipo di verifica che un acquirente potrebbe fare in un negozio fisico prima di acquistare. Se il venditore non ha mai comunicato il diritto di recesso, non si applica alcuna detrazione di questo tipo.
Cosa non si può restituire in questo modo
L'art. 59, Codice del consumo, elenca una serie di eccezioni standard al diritto di recesso. Quelle che i consumatori incontrano più spesso negli acquisti online sono i beni realizzati o chiaramente personalizzati secondo le specifiche dell'acquirente, i beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente, i beni sigillati che non possono essere restituiti per motivi igienici o di protezione della salute una volta rotto il sigillo dopo la consegna, le registrazioni audio o video sigillate o il software sigillato una volta aperti dopo la consegna, e i contenuti digitali forniti su un supporto non materiale, come un file scaricato o un servizio in streaming, una volta che la fornitura sia già iniziata con il consenso espresso preventivo del consumatore e la presa d'atto della perdita del diritto di recesso.
Ad esempio, un mobile su misura tagliato secondo le dimensioni indicate da un cliente resta escluso dal diritto di recesso in base all'eccezione dei beni personalizzati, mentre un divano di serie acquistato nello stesso ordine non lo è, poiché non è mai stato personalizzato per quello specifico acquirente.
Per la domanda correlata su cosa succede quando il prodotto stesso risulta difettoso invece di essere semplicemente indesiderato, vedi la nostra pagina sulla garanzia legale sui beni di consumo in Italia. Per il quadro più ampio del diritto italiano trattato da questo sito, vedi il nostro hub Italia.
Domande frequenti
Quanti giorni ho per restituire qualcosa che ho acquistato online in Italia?
Per i beni fisici, 14 giorni dal giorno in cui tu, o una persona da te designata, entri materialmente in possesso di essi, senza bisogno di fornire alcun motivo (art. 52, Codice del consumo). Se l'ordine è stato suddiviso in più consegne, i 14 giorni decorrono dall'ultima consegna. Per un servizio o un contenuto digitale acquistato a distanza, non c'è una consegna fisica da cui far partire il conteggio, quindi i 14 giorni decorrono invece dal giorno della conclusione del contratto.
Esiste mai un termine di 30 giorni al posto dei 14?
Sì, ma solo per un contratto firmato durante una visita non richiesta del venditore al domicilio dell'acquirente, o durante un'escursione organizzata per promuovere o vendere prodotti, non per un normale ordine online. In questi contesti il termine di recesso è di 30 giorni anziché 14 (art. 52, comma 1-bis, Codice del consumo).
Cosa succede se il venditore non mi ha informato del mio diritto di restituire l'articolo?
Il termine di recesso si estende fino a 12 mesi oltre il periodo originario di 14 o 30 giorni. Se il venditore fornisce l'informativa corretta in un momento qualsiasi durante quei 12 mesi, il termine si chiude allora 14 giorni, o 30 nei casi di visita non richiesta ed escursione, dopo il giorno in cui quell'informativa viene ricevuta (art. 53, Codice del consumo).
Come si esercita in pratica il diritto di restituire un acquisto online?
Comunicalo al venditore prima della scadenza, tramite il modulo tipo di recesso che il venditore deve mettere a disposizione, un modulo online equivalente sul sito del venditore, oppure qualsiasi altra dichiarazione scritta chiara della propria decisione di recedere. Il venditore deve confermare la ricezione di quella comunicazione su un supporto durevole come un'email (art. 54, Codice del consumo).
Chi paga la spedizione per rimandare indietro l'articolo?
L'acquirente paga normalmente solo il costo diretto della restituzione dei beni, a meno che il venditore abbia accettato di coprire quel costo o non abbia comunicato in anticipo che sarebbe stato a carico dell'acquirente. Separatamente, il venditore deve rimborsare le spese di consegna standard come parte del rimborso, ossia il costo dell'opzione di consegna standard meno costosa offerta dal venditore, non un'opzione più rapida o premium scelta dall'acquirente e pagata in aggiunta (artt. 56 e 57, Codice del consumo).
In quanto tempo ricevo indietro i miei soldi dopo aver restituito un articolo?
Il venditore deve rimborsare tutti i pagamenti, in genere usando lo stesso mezzo di pagamento originariamente usato dall'acquirente, entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. Il venditore può trattenere il rimborso finché i beni non vengono effettivamente ricevuti indietro, oppure finché l'acquirente non dimostra che sono stati spediti, a seconda di quale condizione si verifichi prima (art. 56, Codice del consumo).
Posso perdere parte del rimborso se danneggio l'imballaggio o provo l'articolo?
Può esserti addebitata solo una diminuzione di valore causata da una manipolazione dei beni che va oltre quanto necessario per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, paragonabile a come esamineresti un articolo in un negozio fisico prima di acquistarlo. Non c'è alcun addebito se il venditore non ti ha mai informato correttamente del diritto di recesso (art. 57, comma 2, Codice del consumo).
Cosa non posso restituire con questo diritto?
Tra le esclusioni più comuni rientrano i beni realizzati o chiaramente personalizzati secondo le specifiche dell'acquirente, i beni che si deteriorano o scadono rapidamente, i beni sigillati per motivi igienici o di salute una volta aperti dopo la consegna, le registrazioni audio, video o il software sigillati già aperti, e i contenuti digitali forniti su un supporto non materiale una volta che la fornitura sia iniziata con il consenso espresso dell'acquirente (art. 59, Codice del consumo).
Fonti e riferimenti
- art. 45, Codice del consumo, Definizioni: contratto a distanza(normattiva.it).gov
- art. 52, Codice del consumo, Diritto di recesso: termine di quattordici giorni, esteso a trenta per visite non richieste ed escursioni organizzate(normattiva.it).gov
- art. 53, Codice del consumo, Non adempimento dell'obbligo d'informazione sul diritto di recesso: proroga di dodici mesi(normattiva.it).gov
- art. 54, Codice del consumo, Esercizio del diritto di recesso(normattiva.it).gov
- art. 56, Codice del consumo, Obblighi del professionista nel caso di recesso: rimborso entro quattordici giorni(normattiva.it).gov
- art. 57, Codice del consumo, Obblighi del consumatore nel caso di recesso: restituzione dei beni e costo diretto della resa(normattiva.it).gov
- art. 59, Codice del consumo, Eccezioni al diritto di recesso(normattiva.it).gov
- MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Diritto di recesso, scheda informativa(mimit.gov.it).gov