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Contratti di Locazione in Italia: il 4+4 e il 3+2 Spiegati

Verificato in modo indipendenteDi Redazione di Recording Law11 min di lettura

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Contratti di Locazione in Italia: il 4+4 e il 3+2 Spiegati

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un contratto 4+4 e un contratto 3+2?

Un contratto 4+4 (canone libero) dura quattro anni più un rinnovo automatico di altri quattro anni a un canone liberamente concordato. Un contratto 3+2 (canone concordato) dura tre anni più una proroga di due anni a un canone mantenuto entro fasce concordate a livello locale, ed è l'unica via per accedere all'aliquota ridotta del 10% della cedolare secca.

Un locatore può aumentare il canone quando vuole su un contratto a canone libero?

Solo entro quanto le parti hanno concordato al momento della firma. Un contratto a canone libero non può comunque essere modificato unilateralmente durante il contratto, e qualsiasi adeguamento segue quanto previsto dal contratto stesso.

Quanto preavviso deve dare un conduttore per andarsene anticipatamente?

Un preavviso scritto di sei mesi, per gravi motivi, su entrambi i tipi di contratto (art. 3, comma 6, L. 431/1998); il contratto stesso può prevedere un termine più breve.

Un locatore può porre fine al contratto solo per far pagare di più a un nuovo conduttore?

No. I motivi dell'art. 3 sono limitati a situazioni specifiche come uso personale, vendita, o lavori edilizi; volere un canone più alto da un conduttore sostitutivo non è uno di essi.

Cosa succede se un locatore sfratta un conduttore dichiarando uso personale, e poi loca di nuovo l'appartamento?

L'ex conduttore può rivolgersi al giudice per il ripristino del contratto precedente oppure per un pagamento di almeno trentasei mensilità dell'ultimo canone, e mantiene separatamente un diritto di prelazione se il locatore invece vende l'immobile.

Registrare il contratto è facoltativo se entrambe le parti concordano di ometterlo?

No. La registrazione entro trenta giorni è obbligatoria indipendentemente da qualsiasi accordo privato tra le parti, e ometterla espone il locatore al rischio che il contratto venga ricondotto ai termini minimi di legge se il conduttore si rivolge poi al giudice.

I contratti transitorio e per studenti sono un modo per aggirare le durate minime ordinarie?

Solo dove esiste realmente un'esigenza temporanea genuina o una condizione di studente. Sono tipologie contrattuali separate e più circoscritte previste dall'art. 5, L. 431/1998, non un modo per riqualificare una locazione ordinaria.

Aggiornamenti

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Fonti e riferimenti

  1. art. 2, L. 9 dicembre 1998, n. 431, Modalità di stipula e di rinnovo dei contratti di locazione(normattiva.it).gov
  2. art. 3, L. 9 dicembre 1998, n. 431, Disdetta del contratto da parte del locatore(normattiva.it).gov
  3. art. 5, L. 9 dicembre 1998, n. 431, Contratti di locazione di natura transitoria(normattiva.it).gov
  4. art. 13, L. 9 dicembre 1998, n. 431, Patti contrari alla legge (registrazione)(normattiva.it).gov
  5. artt. 38 e 39, L. 27 luglio 1978, n. 392, Diritto di prelazione e diritto di riscatto(normattiva.it).gov
  6. art. 3, D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, Cedolare secca sugli affitti (aliquota 10% canone concordato)(normattiva.it).gov
  7. Agenzia delle Entrate, Registrazione contratti di locazione fabbricati e affitto terreni(agenziaentrate.gov.it).gov
  8. Agenzia delle Entrate, Registrazione di un nuovo contratto, Quanto si paga (regime ordinario)(agenziaentrate.gov.it).gov
  9. Agenzia delle Entrate, Cedolare secca, Che cos'è (scheda informativa cittadini)(agenziaentrate.gov.it).gov
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