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Diffamazione su Facebook e sui Social Media in Italia

Di Redazione di Recording Law13 min di lettura
Diffamazione su Facebook e sui Social Media in Italia

Domande frequenti

Pubblicare qualcosa di falso su una persona su Facebook è un reato in Italia?

Sì, alle stesse condizioni di qualsiasi altra diffamazione. L'art. 595 c.p. punisce chi offende la reputazione di una persona mentre questa non è presente, comunicando con almeno altre due persone, e i tribunali italiani considerano un normale post sui social media come rientrante nell'aggravante del terzo comma, reclusione da sei mesi a tre anni o multa non inferiore a 516 euro, perché può raggiungere un pubblico indeterminato.

Il post deve nominarmi direttamente perché conti?

No. La Cassazione applica l'aggravante ogni volta che la descrizione permette ad altre persone di capire di chi si tratta, anche senza un nome. Un post che descrive qualcuno con dettagli sufficientemente identificativi può comunque farla scattare.

Posso avere problemi solo per aver condiviso il post diffamatorio di qualcun altro?

Potenzialmente sì. Condividere un post con i propri follower comunica il suo contenuto ad altre persone indipendentemente da chi lo abbia scritto per primo, che è esattamente l'elemento richiesto dall'art. 595 c.p. Se in aggiunta si applichi anche l'aggravante della portata dipende da quante persone la propria condivisione potesse raggiungere.

E se mi limito a mettere «mi piace» a un post diffamatorio?

Un semplice «mi piace» non aggiunge parole nuove ed è un fondamento comparativamente più debole per un caso di diffamazione rispetto a scrivere o condividere il contenuto, poiché di per sé non comunica una nuova affermazione. Questo non lo rende automaticamente privo di rischi, e viene valutato sulla base degli stessi elementi di qualsiasi altra condotta: se il bersaglio era assente, se ha raggiunto altre persone, e se la reputazione sia stata effettivamente danneggiata.

Uno screenshot basta a provare cosa è stato pubblicato?

È il punto di partenza, ma uno screenshot da solo è comparativamente debole, perché l'art. 2712 c.c. gli attribuisce piena prova solo se la controparte non disconosce che corrisponda ai fatti. Catturare il post per intero con il profilo, un URL visibile e una data e ora, prima che il contenuto possa essere cancellato, rafforza considerevolmente la prova.

Cosa succede se non so chi c'è dietro l'account che ha scritto di me?

È una situazione comune con gli account anonimi ed è di solito il problema pratico più difficile, non giuridico. Un privato non può obbligare una piattaforma a identificare un utente; presentare una querela apre la questione alle indagini, dove diventano disponibili una richiesta formale alla piattaforma e unità come la Polizia Postale.

Segnalare un post a Facebook sostituisce la presentazione di una querela?

No. Segnalare un contenuto in base alle regole della community di una piattaforma è un percorso separato e parallelo, volto a ottenerne la rimozione. Non comporta il termine di tre mesi della querela, e la decisione di una piattaforma di rimuovere o mantenere un contenuto non costituisce un accertamento giuridico sul fatto che la diffamazione sia avvenuta.

Condividere le foto intime di qualcuno senza consenso è la stessa cosa della diffamazione?

No, e non va trattata come tale. Condividere immagini o video sessualmente espliciti di una persona senza il suo consenso è un reato distinto e più grave, l'art. 612-ter c.p., diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, che comporta la reclusione da uno a sei anni più una multa da 5.000 a 15.000 euro, con proprie circostanze aggravanti e un termine di querela di sei mesi. Chi si trova in questa situazione ha bisogno di questa via specifica, non della procedura ordinaria di diffamazione.

Fonti e riferimenti

  1. art. 595 c.p., Diffamazione(normattiva.it).gov
  2. art. 124 c.p., Termine per proporre la querela. Rinuncia(normattiva.it).gov
  3. art. 2712 c.c., Riproduzioni meccaniche(normattiva.it).gov
  4. art. 234 c.p.p., Prova documentale(normattiva.it).gov
  5. art. 612-ter c.p., Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti(normattiva.it).gov
  6. Legge 2 dicembre 2025, n. 181 (aggravante di genere inserita nell'art. 612-ter c.p.)(normattiva.it).gov
  7. Cass. pen., Sez. V, 23 giugno 2021, n. 24579 (diffamazione aggravata a mezzo Facebook, art. 595 c.3 c.p.)(giustizia.it).gov
  8. Polizia di Stato, Denunce online(poliziadistato.it).gov
  9. Polizia Postale, Commissariato di P.S. Online (segnalazione reati telematici)(commissariatodips.it).gov
  10. Le leggi sulla diffamazione in Italia: aspetti civili, penali e difese(recordinglaw.com)
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